Casa Chizzali – Bonfadini (Cesa de Jan)

Edificio storico

comune: Colle Santa Lucia
Indirizzo: Via Villagrande 46
Coordinate: 46.44695, 12.01455

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L’edificio, nato come corpo quadrangolare e residenza della famiglia Chizzali, nel corso dei secoli è stato soggetto a un importante ampliamento nella parte ovest. Viste le sue imponenti dimensioni con annesse rastremature agli angoli per consolidare la struttura, non è difficile immaginare che fin dai primi tempi l’edificio fosse uno dei palazzi al quale la gente di Colle faceva riferimento per questioni amministrative. L’ingresso si trova sul lato sud ed è fiancheggiato e sormontato da affreschi seicenteschi, dalle iniziali dei quattro fratelli che lo edificarono e dalla data di costruzione dell’edificio (1612). Entrando, si nota la suddivisione degli spazi interni che si ripete canonicamente a ogni piano: un corridoio lastricato in pietra e voltato a crociera su cui si aprono le porte che conducono a cucine e stue, rivestite integralmente con legno di cirmolo. Tutte le finestre sono protette da inferriate a maglia indissolubile e al primo piano spicca l’erker, il tipico balcone tirolese coperto sporgente.
Dopo il restauro degli anni ’90 del secolo scorso, la copertura è stata di nuovo realizzata interamente in scandole di larice; la trave di colmo è parallela alla via principale del paese, con uno sviluppo est-ovest.
Attualmente l’edificio è in parte privato e ospita gli uffici amministrativi, la biblioteca e gli spazi espositivi dell’Istituto culturale ladino Cesa de Jan, ente che fa da riferimento alle tre comunità ladine di Colle Santa Lucia, Livinallongo del Col di Lana e Cortina d’Ampezzo.

Costruita nel 1612 dai quattro fratelli Giovanni, Luca, Domenico e Giacomo Chizzali, la Cesa de Jan (Casa di Giovanni) fu realizzata con le ricchezze accumulate grazie al commercio del ferro estratto dalle miniere del Fursil. Da poco infatti la famiglia si era imparentata coi nobili Bonfadini di Venezia e nel 1631 Giovanni aveva ottenuto un titolo nobiliare dal principe-vescovo di Bressanone. Nel 1648 alcuni membri di questa famiglia vennero ammessi in perpetuo al titolo di patrizi veneti ed entrarono a far parte del Maggior Consiglio di Venezia. Anche dopo, finita l’epoca di sfruttamento delle miniere, la famiglia Chizzali continuò a ricoprire incarichi di prestigio e dette lustro alla vita del paese. Simbolo di ciò era lo stemma nobiliare, che si trovava sulla parete est, rimosso poi da ignoti.

 

AUTORE
Giulia Tasser