La spada di Santo Stefano di Cadore

Collezione


Comune: Santo Stefano di Cadore (BL – IT)
Indirizzo: Piazza Roma 38
Coordinate: 46.557750, 12.549639

www.santostefanodicadore.info

Il Comune di Santo Stefano di Cadore sorge a circa 50 km a nord-est di Belluno, al confine con l’Austria in Val Comelico, nell’Alto Cadore. Sin dal Neolitico, il Comelico costituisce un passaggio da sud a nord nella Val Pusteria. Nel I secolo d.C., i Romani realizzarono una propaggine laterale della Via Claudia Augusta (il cosiddetto ramo Altinate). La rilevanza di questa strada è attestata dai resti di un castrum rinvenuti al Passo di Monte Croce di Comelico.
Il tramonto dell’Impero Romano non pregiudicò l’importanza di questa via di comunicazione e il commercio fiorì anche nel periodo buio dell’Alto Medioevo. Lungo l’asse s’infittirono gli insediamenti e con essi sorsero anche nobili lignaggi locali, che assunsero il controllo delle vie di transito.
Sappiamo poco o nulla di queste stirpi nobiliari autoctone all’Alto e Basso Medioevo (VI-XIII secolo), in particolare laddove non hanno lasciato in eredità castelli o altre costruzioni. Un oggetto singolare, oggi conservato nel Municipio di Santo Stefano di Cadore, ci consente di scrutare più a fondo questo periodo storico.

Nel 1992, due cercatori di funghi impegnati nella zona tra Danta e Santo Stefano, s’imbatterono in un insolito oggetto fungiforme conficcato nel terreno: estraendolo, comparve una spada intera. Si tratta di un reperto dell’XI secolo (Oakeshott tipo XI), preservatosi in ottime condizioni, dalla storia quasi millenaria. Dotata di pomello fungiforme, la spada è caratterizzata da una lama lunga e stretta, adatta alle stoccate: si tratta della classica arma di un cavaliere che combatte a cavallo. La spada di Santo Stefano non solo si è conservata in modo eccellente, ma è anche una delle poche di quest’epoca giunte sino ai giorni nostri. Si tratta quindi di uno straordinario monumento culturale che, al pari del pittoresco borgo di Santo Stefano, merita senza dubbio una visita.


Non si può affermare con certezza che la spada sia priva del sigillo di un fabbro ma, alla luce delle chiare similitudini con analoghi reperti a nord delle Alpi, ma anche con armi a sud delle stesse, si può presumere che si tratti di una creazione locale. Se si trattasse di una spada realizzata in loco, questa non solo attesterebbe la movimentata storia del Comelico, ma fornirebbe anche un’indicazione sulla datazione della forgiatura di lame a Belluno.

 

AUTORE: Florian Messner