Miniere e forni fusori dello Zoldano

miniere/forni fusori

Comune: Val di Zoldo
Coordinate: 46°22’31.5″N 12°07’35.3″E 46.375422, 12.126457 (Comune di Val di Zoldo, sede di Fusine)

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La Valle di Zoldo, composta da numerosi villaggi compresi tra gli 825 e i 1210 metri di quota, è stata sede di attività legate al ferro (secondariamente a piombo talora argentifero) la cui fusione e lavorazione hanno avuto un ruolo importante nell’economia del territorio tra il XIII e il XVII secolo. La toponomastica stessa è legata a tale attività: Forno di Zoldo, Fusine, Fornesighe, Col del Fèr, sono soltanto alcuni esempi. Mentre la datazione delle strutture per la trasformazione del minerale in metallo è ben documentata, meno certa risulta quella dell’attività estrattiva, legata a numerosi siti di modesta entità.

Le principali manifestazioni metallifere erano presenti a Goima, Canazzè, Pecol, Medoli; presso Palafavera, in località Col del Fèr, la tradizione riporta l’esistenza di un giacimento importante, andato perduto sotto la frana del Pelmo nel 1589. Secondo altre ipotesi, questa località sarebbe stata, invece, un deposito del materiale proveniente dalle miniere del Fursil (Colle Santa Lucia). Durante il XIV secolo i forni da ferro nello zoldano erano sette-otto: Pecol, Mareson, Fusine, Dont, Forno di Zoldo, S. Maria, Fagaredo, Crusulo (Grìsol); tale numero rimase stabile durante il XV secolo, per ridursi a tre nel 1548. Ai forni si accompagnavano numerose fucine e fusinelle in cui si producevano utensili agricoli e per usi domestici, chiodi, manufatti per l’arsenale di Venezia. La fama degli artigiani zoldani era indiscussa; ad essa contribuì la tecnica siderurgica adottata, che consisteva nella produzione prima della ghisa in piccoli forni, con il suo successivo raffinamento a ferro dolce in forni “a basso fuoco” (metodo indiretto). Le ultime fucine sono rimaste in funzione fino alla metà del XX secolo. Un elemento di fucina, arnesi (martelli, incudini, tenaglie, stampi) e molti prodotti tipici, specialmente chiodi di varia foggia, sono stati riuniti nel Museo del Ferro e del Chiodo presso l’ex palazzo del Capitano a Forno di Zoldo.

 

AUTORE: Manolo Piat