Miniere del Fursil

Miniere

Comune: Colle Santa Lucia
Coordinate: 46°27’22.5″N 12°01’36.2″E 46.456250, 12.026722 (imbocco sentiero da Posalz)

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Le Miniere del Fursil (dall’antico “Wersil”) sono state per secoli una fondamentale risorsa economica per l’Agordino e il Bellunese, oggetto di contese tra Imperi. La loro importanza è dimostrata dal decreto imperiale del 5 settembre 1177 con cui Federico I Barbarossa le assegnava al convento di Novacella, generando tensioni interne all’impero e con la confinante Repubblica Serenissima.

Il motivo dell’interesse risiede nelle peculiarità del minerale estratto: dalle miniere alle pendici del Monte Pore, in comune di Colle Santa Lucia, si estraeva un carbonato di ferro ricco di manganese (siderite manganesifera) che forniva un ferro molto apprezzato per la sua resistenza eccezionale e la bassissima ossidabilità, paragonabile a un moderno acciaio. Date le caratteristiche uniche questo metallo, detto “Ferro dell’Agnello” dall’emblema del Vescovado di Bressanone con cui era marchiato, era utilizzato principalmente nella produzione delle pregiate spade bellunesi.

Nel 1316 le miniere furono acquisite dagli agordini Avoscan, cacciati poi nel 1350. Le tensioni per lo sfruttamento dei giacimenti e dei boschi circostanti durarono a più riprese fino al 1508, quando la guerra tra l’impero e Venezia le consegnò definitivamente a Bressanone.

Nel corso del ‘600, si raggiunse il picco di produttività. Per il trasporto della siderite verso i forni fusori (Agordino, Zoldano, Cadore e Tirolo) venne realizzata la “Strada de la Vena” che collega ancora oggi le miniere al Castello di Andraz (dove si trovava un forno) e poi alla Val Badia. Nel XVIII secolo, l’estrazione iniziò a diventare svantaggiosa, per cui lentamente le miniere del Fursil furono abbandonate; la chiusura (1753) determinò anche la fine dei forni da ferro del bellunese.
Dopo due secoli, nel 1938 la ditta Breda di Milano si interessò nuovamente al sito, ma l’avventura mineraria finì definitivamente nel 1945. Dal 2010, il Comune di Colle Santa Lucia ha iniziato un’importante opera di recupero con finalità turistiche.


AUTORE: Manolo Piat, Giulia Tasser

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