Monte Pore

sito geologico-naturalistico

Comune: Colle Santa Lucia
Coordinate: 46°29’14.0″N 12°01’22.0″E 46.487222, 12.022778 (vetta del Monte Pore)

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Il Monte Pore (Puòre in dialetto ladino, 2.405 m) è un rilievo delle Dolomiti Ampezzane, propaggine meridionale del gruppo Averau-Nuvolau. Geograficamente si colloca in Agordino, tra la Valle di Fodom e l’alta Val Fiorentina e segna il confine tra i comuni di Colle Santa Lucia e Livinallongo del Col di Lana. È una montagna isolata e poco appariscente, con un’altezza modesta rispetto alle più maestose vette dolomitiche della regione; a differenza di queste, non mostra ripide pareti rocciose, ma versanti erbosi o ghiaiosi che scendono fino al fondo valle. La sua cima rappresenta però un punto di osservazione di assoluto pregio: il panorama è sempre eccezionale e spazia dalle Dolomiti Agordine alle Dolomiti Ampezzane: Civetta, Marmolada, Croda da Lago, Lastoi di Formin, Cernera, Settsass, per citare alcune tra le cime più famose.

L’ascesa al Monte Pore è molto interessante da vari punti di vista: si incontrano infatti resti di postazioni italiane del primo conflitto mondiale, si attraversa un territorio ricchissimo di flora alpina e popolato da colonie di marmotte, si osservano vecchi fienili a testimonianza delle attività montanare del passato. Ma la sua fama deriva soprattutto dal ruolo che ha avuto nella storia economica delle Dolomiti: alle sue pendici, presso Colle Santa Lucia, si trovavano infatti le miniere di ferro del Fursil, il cui prodotto era molto richiesto, soprattutto nella produzione delle armi, per le sue proprietà acciaiose (elasticità, resistenza e bassa ossidabilità). L’origine del minerale principale, la siderite manganesifera e delle sue peculiarità è da ricercare nelle vicende geologiche della regione; in particolare, va ricondotto alla reazione tra le rocce calcareo-gessose (Formazione a Bellerophon), presenti nella porzione basale del monte e fluidi idrotermali molto caldi: la siderite si formò dall’interazione della soluzione ricca di ferro e manganese con la componente carbonatica della roccia.

AUTORE: Manolo Piat