Valle dell'Ardo

archeologia industriale, opifici idraulici, sito naturalistico

Comune: Belluno
Coordinate: 46°10’21.8″N 12°11’25.5″E 46.172713, 12.190416 (Piazzale Toni Hiebeler)


ACCESSIBILITA’
Le possibilità di visita sono numerose sia per tipologia che per difficoltà; si va da percorsi periurbani adatti anche a persone con disabilità motoria o visiva, fino alle ascese alpinistiche.
L’avvicinamento ai principali luoghi di interesse è possibile con mezzi motorizzati, attraverso diversi accessi principali da Belluno, seguendo le indicazioni per Bolzano-Case Bortot (versante sinistro della valle) o per Cavarzano-Col di Roanza (versante destro); le auto possono essere lasciate nelle aree di parcheggio segnalate, continuando a piedi lungo sentieri e strade forestali. È possibile anche raggiungere la Valle dell’Ardo, risalendo poi il corso su facile sentiero tabellato, partendo direttamente dal centro città.

CONTATTI
0439/3328 (Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi)
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www.dolomitipark.it

Il torrente Ardo nasce nel cuore del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, ai piedi del monte Schiara (la cima più alta delle Dolomiti Bellunesi, 2.565 m s.l.m.) e raggiunge il fiume Piave presso la città di Belluno. Il suo corso, circa 12 km interamente compresi nel territorio comunale di Belluno, si inserisce in un contesto di elevato valore paesaggistico e storico/antropico.
L’asse vallivo, in cui converge uno strutturato reticolo di vallette secondarie, assume spesso le caratteristiche di forra, con fondovalle stretto e confinato entro alte pareti a volte strapiombanti; si tratta di ambienti suggestivi e complessi, il cui valore geologico-geomorfologico è impreziosito da evidenze floristiche di pregio. Fra le gole più rilevanti, da nord a sud si incontrano il “Bus del Buson”, forra fossile, oggi non più percorsa dall’acqua, quella del “Pont de la Mortìs” attraversata dall’omonimo ponte che permette di osservarla dall’alto, quella di Corontola, a valle di Bolzano Bellunese.

L’azione erosiva dell’acqua ha inciso l’intera successione stratigrafica che va dalla Dolomia Principale, formazione più antica presente nell’area, fino alle più recenti rocce del Flysch e della Molassa che caratterizzano il tratto terminale della valle. Frequenti sono anche i depositi glaciali, spesso coinvolti in fenomeni franosi, legati alla presenza di un ramo laterale del ghiacciaio del Piave durante l’ultima glaciazione.
Un tempo intensamente antropizzata, la valle presenta un interessante sistema insediativo rurale, infatti, nonostante i casi di evidente abbandono, conserva numerose testimonianze delle attività tradizionali, suggerite da opere quali i terrazzamenti, i coltivi e gli edifici rustici, collegate da un fitto reticolo di sentieri. Molteplici sono anche i resti di passate attività artigianali o industriali che sfruttavano l’energia dell’acqua per le proprie esigenze: mulini, segherie, opifici, fucine, una centrale idroelettrica, attiva a inizio XX secolo, e una stazione di troticoltura.

 

BIBLIOGRAFIA
AA.VV., Luoghi del Parco, tra storia, natura e cultura. Ente Parco, 2001.
M. Cassol & L. Facchin, Il Torrente Ardo. Itinerari lungo il corso d’acqua dalla città di Belluno al Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, ASCOM, Belluno 1993.
F. Fenti, Itinerario geologico – geomorfologico nella Val de l’Ardo e nella Val del Medon. Quaderni didattici della F. Angelini – Centro Studi sulla Montagna, Belluno 1992.
D. Giordano & L. Toffolet, Il paesaggio nascosto. Viaggio nella geologia e nella geomorfologia del Parco Nazionale delle Dolomiti. Collana Studi e ricerche Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. Industrie Grafiche Belluno, Santa Giustina, 2002.
T. Soppelsa, Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi,. Ed. Cierre, Verona 2000.

dolomitipark.it
www.webdolomiti.net
adorable.belluno.it
dravapiave.it


AUTORE Manolo Piat